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Da "burocrate" a "manina", e da "pidiota" fino all'attico a New York, i termini-mondo con cui il governo Conte racconta se stesso e i suoi avversari

L'italiano è una lingua in continua evoluzione, che a dispetto di una natura apparentemente austera fa della sensibilità ai cambiamenti socioculturali la sua migliore arma di attualità. Non so se di recente abbiate messo il naso fuori dalla finestra, ma inizia a fare freschetto e siamo ormai in piena Terza Repubblica. Poteva la lingua italiana resistere all'incontenibile spinta propulsiva generata dal governo del cambiamento? Vi proponiamo di seguito una comoda guida utile ag orientarsi nei tecnicismi con cui Lega e Movimento 5 Stelle sono soliti riferirsi ai propri molteplici avversari politici, un novero in rapida espansione.

Attico a New York, possessore di
Particolare categoria di radical chic (cfr. Radical chic) nota al grande pubblico per aver vissuto, seppur per un fugace lasso di tempo, nella Grande Mela. Nella narrazione giallo-verde tale condizione precluderebbe al soggetto la possibilità di esprimere opinioni, in quanto sarebbero giocoforza poco aderenti alla realtà, la cui percezione si suppone viziata dal lussuoso stile di vita. Inaugurata per rispondere alle critiche dello scrittore Roberto Saviano, l'espressione ha riscosso particolare successo grazie alle invettive di Diego Fusaro e del vignettista Ghisberto, finendo per essere promossa a generica accusa di distanza dal popolo.

Buonista
Chiunque esprima opinioni tali da oltrepassare la soglia minima di umanità, diremmo noi. Ma non è solo questo. Nella Terza Repubblica buonista è colui che critica le iniziative dell'esecutivo in materia di diritti umani, anche quando queste consistono nel tenere 177 persone ferme a bordo di una nave per dieci giorni. Il termine serve a evidenziare la profonda – ma tuttavia genuina – semplicità d'animo di chi formula tali obiezioni e non va confuso con falso buonista, ovvero chi nella comunicazione gialloverde si finge attento ai diritti delle persone solo per il proprio personale tornaconto, spesso economico o elettorale. 

Burocrate
Nei fatti, lo è qualunque esponente delle istituzioni europee che non si professi apertamente sovranista, o vicino alle posizioni del governo. La fortuna dell'espressione risiede nella scarsa popolarità dei meccanismi di funzionamento dell'Unione europea, già pesantemente messi in discussione dagli esecutivi precedenti. Nell'immaginario popolare della Terza Repubblica, dunque, quelli che sono a tutti gli effetti politici eletti nei rispettivi paesi, finiscono col retrocedere al grado di grigi funzionari senza cuore, incaricati di far rispettare a ogni costo leggi ingiuste e sempre irrimediabilmente calate dall'alto.

Criticone
Detto di chi critica tutto pregiudizialmente e in maniera sistematica, senza – secondo il governo – entrare mai nel merito. Criticone è ad esempio chi ha messo in discussione l'opportunità di un selfie sorridente del ministro dell'Interno Matteo Salvini sui luoghi colpiti dal maltempo.

(Fabio Cimaglia/LaPresse)

Da salotto
Che parla dai salotti buoni, conoscendo scarsamente la vita al di fuori di essi. Tale aggettivo è di sovente utilizzato per squalificare il sostantivo che lo accompagna, regalandogli una sfumatura di snobismo e scarso pragmatismo. L'ambientalista da salotto, per esempio, nella recente uscita del vicepremier Salvini è colui che combatte utopisticamente per salvare l'ambiente, senza conoscere le implicazioni che ciò può avere nella vita reale.

Da padre
Il vicepremier Matteo Salvini non parla quasi mai soltanto da politico: ha figli, per cui tiene a sottolineare una coscienza paterna che gli darebbe un senso di responsabilità accresciuto rispetto alle controparti. “Lo dico da padre” è il prologo più comune di un annuncio securitario o di una sparata razzista.

Establishment
Tutto ciò che non è popolo e che anzi del popolo è nemico. Nella narrazione polarizzante del governo esistono molteplici sfumature di establishment – dalla casta ai giornaloni, passando per i poteri forti della finanza – ma tutte accomunate dal desiderio malvagio di mangiare sulle spalle della povera gente. L'alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, secondo il mito governativo, nasce proprio dall'esigenza di combattere lo strapotere dell'establishment e di dare al popolo la possibilità di rivalersi su di esso.

Figlio di papà
Chiunque manifesti la sua opposizione all'esecutivo e non abbia ancora compiuto i 40 anni di età. Il governo del cambiamento fa gli interessi del popolo e chiunque scenda in piazza a protestare, nella Terza Repubblica, lo fa per una motivazione futile o tendenziosa. Nel caso degli studenti i motivi del disagio sono noia e agiatezza, perché indipendentemente dalla provenienza sociale a casa c'è giocoforza un padre piuttosto facoltoso – probabilmente membro dell'establishment – ad attenderli. Nel caso i figli di papà siano tanti e ben coordinati di norma si parla di centri a-sociali.

Maalox (o Malox)
Nella realtà, nome commerciale di un rimedio trentennale al mal di stomaco; nella realtà grillin-leghista, panacea per i mal di pancia provocati ai rosiconi dalle ineguagliabili vittorie del governo del cambiamento. L'espressione nasce sul Blog di Beppe Grillo e ben presto si propaga ai membri del Movimento e alla loro base, secondo i classici canoni della viralità. Poi iniziano a farne uso massiccio anche i vicepremier: Matteo Salvini dispensa metaforicamente le pastiglie del miracoloso farmaco ai suoi nemici, Luigi Di Maio ne consiglia l’uso ad avversari politici e giornalisti dopo l’assoluzione di Virginia Raggi.

Manina
Espediente di bassa lega con cui nemici interni alle istituzioni modificano il testo di importanti interventi normativi del governo. La prima attestazione dell'espressione risale addirittura alla Prima Repubblica ed è attribuibile a Bettino Craxi, ma la scaltrezza e l'invisibilità dell'operazione hanno permesso alla manina di riciclarsi anche nella Seconda e nella Terza, aggiungendo, per fare un esempio, pericolose concessioni agli evasori nel decreto fiscale del governo del cambiamento.

Pennivendolo
Chi esercita la professione giornalistica con scarsa dignità e senso dell'onore, ovvero pubblicando inchieste, articoli, corsivi e commenti lesivi della dignità del governo Conte e del suo operato. Nella Terza Repubblica anche la stampa è establishment, e proprio come il resto dell'establishment tende a bloccare l'inevitabile processo di cambiamento, pubblicando sui giornaloni notizie sgradite al governo. Curioso è il ricorso alla sineddoche, la penna che diventa l'attività del vendere penne, utilizzata come termine squalificante.

Professorone
Chi possiede conoscenze tecniche e non esita a utilizzarle per contraddire stime o valutazioni del governo del cambiamento. Tale figura è visceralmente osteggiata da entrambe le componenti dell'esecutivo, non a caso le uniche due forze parlamentari ad aver fatto opposizione al governo Monti, l'unico e originale governo dei professoroni.

Puttane
vedi “pennivendoli”.

Radical chic
Chiunque esprima posizioni di sinistra senza versare in uno stato di grave povertà. Il termine fu coniato nel 1970 dal compianto Tom Wolfe, che lo utilizzò per descrivere un ricevimento di raccolta fondi per il gruppo marxista-leninista delle Pantere Nere, organizzato e frequentato da esponenti della borghesia newyorkese. Nella Terza Repubblica l'anglicismo denuncia invece la presunta incoerenza tra idee politiche ed estratto conto degli esponenti progressisti, ed è spesso associato ad accessori come il Rolex, vera e propria ossessione della compagine di governo, che lo vede come un segno distintivo di un’opposizione arroccata su presunti privilegi.

L’arcinemico George Soros. (Sean Gallup/Getty Images)

Risorse
Espressione sarcasticamente utilizzata per riferirsi a migranti, rifugiati e richiedenti asilo, intendendo l'esatto opposto del suo significato originale (ovvero: forza lavoro e spunti per un possibile arricchimento culturale e umano). Nel non troppo raffinato meccanismo sarcastico della Terza Repubblica il termine assume la valenza di parodia rispetto alle dichiarazioni di chi – come Laura Boldrini o Tito Boeri – considera i flussi migratori una risorsa per il nostro paese, in grado di garantire anche contributi pensionistici.

Sinistrato (o sinistro)
Che si può considerare afferente all’area politica della sinistra, a prescindere da quanto ciò risponda alla realtà. Come in molti altri termini di questo vocabolario, quel che conta è la percezione: se sei contrario, la logica stringente vuole che tu sia di sinistra. Com'è noto, nella Terza Repubblica le categorie di destra e sinistra sono ormai superate e chi ancora dovesse riconoscersi in tali vetusti cimeli del passato merita di vedere la propria posizione storpiata e derisa. Allo stesso filone narrativo appartiene anche il più specifico Pidiota, di cui è spesso usato come sinonimo.

Sorosiano
Che è in qualche modo riconducibile alla figura di George Soros, imprenditore ungherese e fondatore della Open Society, nonché – nella cosmogonia complottista, e secondo alcuni membri dell'attuale maggioranza – responsabile di più o meno qualsiasi nefandezza accaduta nell'ultimo mezzo secolo a livello globale. Dal piano per finanziare un'invasione di migranti in Italia alla speculazione finanziaria sui titoli di stato, sono ben poche le teorie del complotto che non vedano protagonista Soros. Quale miglior espediente, dunque, che associarlo al nemico prescelto? 

Speculatori
Mercati e investitori internazionali, che nella narrazione emergenziale della Terza Repubblica si rendono protagonisti, a intervalli regolari, di piani per sovvertire il governo del cambiamento: attivissimi durante i periodi di spread in rialzo, gli speculatori sembrano desistere dai loro malvagi intenti durante il resto del tempo.

Taxi del mare
Formula coniata nell'aprile del 2017 – e disconosciuta due mesi più tardi – dall'attuale vicepremier Di Maio, per indicare l'attività di navi appartenenti ad organizzazioni non governative che pattugliavano il Mediterraneo alla ricerca di vite da salvare. L'utilizzo del termine – e la contemporanea indagine, chiusasi con un nulla di fatto, del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro – è stato il primo passo verso il Codice Minniti e la conseguente sparizione delle Ong dal tratto di mare tra Italia e Libia.

“ ” (virgolette)
Segno tipografico utilizzato per sottolineare che l'espressione in esso contenuta è da intendersi come sarcastica. Uno dei veri nemici del governo del cambiamento è infatti l'esatto significato delle parole, che nella maggior parte dei casi viene stravolto nel tentativo di ridicolizzare talune categorie. Un intellettuale, dunque, sarà ben altra cosa rispetto ad un intellettuale, così come abissale è la differenza tra un richiedente asilo e un richiedente asilo. Nel parlato tale espediente è replicato mediante un saggio utilizzo di indice e medio.


Fonte: WIRED.it
 
 
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