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20 novembre 1998 – 20 novembre 2018, un ventennio di successi che vede protagonista la Stazione spaziale internazionale, la casa degli astronauti nello spazio. Ecco come è fatta e la sua storia in breve

(foto: Nasa/Roscosmos)

20 novembre 1998, esattamente 20 anni fa è stato lanciato nello Spazio il primo pezzo della Stazione spaziale internazionale (Iss) che oggi compie 20 anni. Zarya, il nome di questo modulo spedito dalla russa Roscosmos. La Iss è una grande astronave sospesa nello Spazio, in orbita intorno alla Terra, che serve come abitazione per gli astronauti e cosmonauti e come laboratorio cosmico unico nel suo genere. I primi uomini ad arrivare sulla Iss furono l’americano William Shepherd insieme ai due russi Jurij Pavlovič Gidzenko e Sergej Konstantinovič Krikalëv, due anni più tardi, il 30 ottobre 2000. La Stazione spaziale internazionale ha reso possibile una presenza umana ininterrotta nello Spazio (non è mai rimasta da sola dal novembre 2000), accogliendo ben 230 astronauti provenienti da 18 paesi. Ecco perché è importante e le tappe fondamentali della sua storia.

Il primo pezzo è arrivato nel 1998 e la sua costruzione completa, avvenuta nello Spazio, è stata conclusa nel 2011. Gestita in collaborazione da cinque diverse agenzie spaziali, la statunitense Nasa, la russa Rka, l'europea Esa, la giapponese Jaxa e la canadese Csa, la stazione orbita a una distanza di circa 463mila chilometri dalla Terra con una velocità di quasi 9.300 chilometri al secondo (più di 33mila chilometri all’ora), secondo i dati della Nasa, compiendo 16 orbite terrestri al giorno, una ogni 90 minuti.

La Stazione spaziale è una casa comoda, per uno spazio totale di circa cinque camere da letto, inclusi due bagni ed anche una palestra per allenarsi, nonché veranda con vista cosmica. Misurandola dallo Spazio e includendo anche le parti esterne,ovvero dai bordi dei pannelli solari, copre almeno le dimensioni di un campo di football (circa 5mila metri quadri di superficie). Dal 2000 ospita un equipaggio di sei persone, che si alternano. Il record assoluto di permanenza sulla Iss è dell’astronauta della Nasa Peggy Whitson, che è rimasta a bordo per 665 giorni.

Oltre ai laboratori e all’abitazione degli astronauti, la stazione è composta da molti altri pezzi. Alcuni moduli, chiamati nodi, connettono le parti della Iss, mentre alcuni grandi pannelli solari attaccati alla Iss raccolgono l’energia dal Sole per fornire energia elettrica. Ci sono poi delle braccia robotiche che sono state usate per costruire la stazione e che servono agli astronauti per uscire al di fuori. Dal 1998 ad oggi, infatti, astronauti e cosmonauti hanno compiuto più di 205 passeggiate nello Spazio per costruire la stazione, che è stata completata nel 2011, e per la sua manutenzione.

Questa stazione consente ricerche ed esplorazioni uniche al mondo: uno degli obiettivi principali è quello di  studiare cosa succede al corpo umano in condizioni di microgravità, ovvero in quasi totale assenza di gravità, per lunghi periodi. Gli spinoff, inoltre, i prodotti tecnologici ottenuti grazie a queste esplorazioni sono numerosiAd esempio, la robotica sviluppata mediante gli esperimenti sulla Iss è stata applicata in tecnologie per operazioni chirurgiche di grande precisione, ad esempio per interventi di rimozione del tumore al seno localizzati in regioni difficili da raggiungere.

La Nasa all’inizio del 2018 ha reso nota l’intenzione di interrompere il sostegno economico da parte del governo Usa a partire dal 2025, anno in cui la stazione potrebbe essere data in gestione anche ad aziende private, secondo l’annuncio del nuovo amministratore della Nasa Jim Bridenstine. Vedremo cosa succederà. Intanto il 20 novembre 2018 si celebrano i 20 anni di vita della Iss e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha celebrato la ricorrenza con una una diretta live streaming in cui Luca Parmitano ha spiegato le attività relative ai suoi esperimenti a bordo della stazione.

Parmitano è il primo astronauta italiano protagonista di una passeggiata spaziale. E il suo prossimo viaggio verso la Iss è previsto per luglio 2019, dove resterà 200 giorni, per gli esperimenti per la missione Beyond, insieme a Andrew Morgan della Nasa e Alexander Skvortsov della Roscosmos. E ricoprirà il ruolo di comandante, per la prima volta affidato ad un astronauta italiano. Fra gli altri astronauti italiani coinvolti nelle attività della Iss ci sono Umberto Guidoni, che nel 2001 ha collaborato all’assemblaggio della stazione, mentre Roberto Vittori, Paolo Nespoli e Samantha Cristoforetti hanno avuto una o più permanenze a bordo.


Fonte: WIRED.it
 
 
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