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Ikea (foto: Getty Images)

Affittare mobili che verranno poi rigenerati e restaurati per essere reimmessi sul mercato una volta restituiti. È questa la nuova politica di Ikea per continuare il suo impegno nell'ambito del design sostenibile e per allungare il ciclo di vita dei suoi prodotti. E del resto, quella dell'economia circolare è orami una realtà che si sta consolidando in diversi settori, e con questo progetto del colosso svedese comprende anche l'arredamento.

La sperimentazione partirà dalla Svizzera, per poi estendersi ai suoi oltre 345 punti vendita in 42 Paesi del mondo, in particolare in Europa, dove la compagnia produce il 70% dei suoi ricavi. E in un primo momento il progetto dei mobili in affitto riguarderà soprattutto l'arredamento per ufficio, in particolare sedie e scrivanie, per poi estendersi anche agli altri spazi abitativi, come ad esempio le cucine, attraverso forme di abbonamento.

In sostanza, il modello prevede che i clienti possano affittare i mobili per un certo periodo e, al termine del noleggio, possano decidere di restituire gli arredi o di acquistarne degli altri sempre di seconda mano. Infatti, anziché buttare i mobili restituiti, la compagnia li rimette a nuovo per allungare la vita di quei prodotti” ha raccontato Torbjorn Loof, amministratore delegato di Ikea, presentando l’iniziativa al Financial Times.

In questo modo, inoltre, si ridurranno anche i costi di smaltimento. Sempre nell'ottica del riuso, Ikea sta potenziando dei settori nei suoi magazzini esclusivamente dedicati alla riparazione e alla sostituzione di parti danneggiate, oltre a pensare di lanciare anche il business dei pezzi di ricambio per i suoi mobili.

E per quanto riguarda i principi dell'economia circolare, nei negozi del Regno Unito, il colosso svedese permette già ai clienti restituire alcuni mobili per essere rivenduti o donati a enti caritatevoli. Inoltre, come si legge sul Guardian, Ikea ha già investito oltre 1,7 miliardi di euro in energie rinnovabili, tra cui impianti eolici e pannelli solari, oltre ad avere investito nel mercato del riciclo della plastica come parte degli sforzi per ridurre l'impatto della propria produzione sull'ambiente.

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Fonte: WIRED.it